Buon giovedì lettori, oggi torno con una nuova recensione dedicata al libro “Ultimo accesso alle…” di Silvia Devitofrancesco. Buona lettura.

Ultimo accesso alle… | Silvia Devitofrancesco
116 pag. | Self-publishing
0.99 € (ebook) | 5.90 € (cartaceo)
☆☆☆☆

Perché il soggetto x, pur essendosi collegato, non ha contattato il soggetto y?
L’avvento dei social network ha rivoluzionato le esistenze umane.
Quanto incidono sul nostro modo di essere e di rapportarci con gli altri?
La verità è una sola: non si riesce a vivere disconnessi. Si avverte costantemente il bisogno di comunicare con l’esterno, d’informare i propri contatti, di sentirsi parte di un gruppo.
Scopo di questo libretto è mostrare in maniera ironica – attraverso dodici immaginarie conversazioni su Whatsapp – quanto la nostra esistenza sia sempre più legata al virtuale.
Un’opera dallo stile semplice e ironico nella quale l’autrice accompagna il lettore in un viaggio attraverso i meandri dell’universo denominato “Whatsapp”, quasi sfidandolo a riconoscersi in espressioni e situazioni tipiche. Completa il testo un simpatico test del quale protagonista è il lettore.

RECENSIONE

Ho avuto il piacere di conoscere, per una casualità, l’autrice su facebook e così, incuriosita dalle sue opere, oltre ad aver avuto modo di leggere Essenzialmente donna, ho deciso di darmi alla lettura anche del suo breve libro “Ultimo accesso alle…”.
Il libro non è molto lungo, ma è di piacevole lettura. Molto carina l’introduzione scritta dall’autrice.
Silvia Devitofrancesco ha uno stile di scrittura davvero fresco, pulito e che apprezzo molto. L’autrice scrive molto bene.
Il libro è caratterizzato da diversi racconti legati dal social Whatsapp che è diventato sempre più influente nella nostra esistenza. Quasi tutto ormai usiamo il cellulare, e Whatsapp, per comunicare con amici e parenti. Questo social che da un lato sembra unire le persone, in realtà nasconde anche dei difetti non indifferenti che l’autrice, con ironia, descrive proprio in questo libro.
Storie ironiche, ma profondamente vere. Sicuramente un testo che fa riflettere su come oggi comunichiamo con gli altri, ormai dietro ad uno schermo e poco “a tu per tu”.

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